Di mese in mese mi piace raccontarvi di chi aggiungo al guestbook dei miei ricordi tra tutti i viaggiatori che attraversano l’area comune di Portmanteau. Possono essere turisti pronti ad esplorare nuove geografie o argonauti che si avventurano nelle loro imprese lavorative, tutti hanno una storia da raccontare e io ho le orecchie grandi per ascoltarla.

A settembre ho avuto il piacere di ospitare il retreat di Gioia Gottini, che si definisce coltivatrice di talenti. Non mi stupisce la scelta di queste parole per descriversi, perché implicano la cura costante e la fiducia in chi le sta davanti… Non sei un semplice cliente, sei già un talento per lei! Hai solo bisogno di qualcuno che ti mostri il mercato come un bel giardino a cui appassionarti, invece della solita selva spaventosa come sei abituato ad immaginartelo.

Gioia si occupa di personal branding, accompagna i piccoli business a comprendere quali sono i propri punti di forza e di debolezza, ma più che altro scava nel modo che abbiamo di pensare al nostro tempo dedicato al lavoro, nell’identità che vogliamo dare alla nostra impresa e nella percezione dei nostri clienti.

Qui a Portmanteau, durante il retreat, ho potuto conoscere otto donne determinate, ma anche pronte a mettersi in gioco e a divertirsi. La parte di lezione frontale e di esercitazione con Gioia le ha tenute occupate tutto il giorno, con grande concentrazione e serietà. Eppure il clima era quello di un incontro tra amiche, con tanto di coccole culinarie a cura di Coffee&Mattarello e gift bag personalizzate con consigli diretti al cuore di ogni business.

Il fatto è che il lavoro in proprio pone delle sfide, mette in dubbio ogni certezza, ma proprio per questo è anche uno strumento per mettere in moto la creatività, sia nell’offerta dei prodotti che nella gestione delle proprie risorse. Insomma chi l’ha detto che non ci si possa divertire? Gioia offre precisamente gli strumenti per riuscirci e anche qualche dritta per fare squadra con altre attività complementari.

D’altra parte è stata proprio lei a fondare Rete al Femminile, il network d’imprenditrici (ormai costituitosi in forma di associazione) diffusosi inizialmente a Torino attraverso un semplice gruppo facebook nel 2014 e giunto poi a moltiplicarsi con diverse cellule in tutta Italia. L’anno dopo, infatti, lo stesso Facebook la premiava per aver utilizzato i social al fine di promuovere l’emancipazione femminile.

Se oggi femminile vuol dire tante cose insieme, come giusto che sia data la complessità e la poliedricità che ha finalmente assunto il ruolo della donna nella società, Gioia sembra dire che il senso materno può e deve essere applicato anche ad un business di successo. Bisogna essere attenti a tutte le esigenze di chi in esso investe e sempre pronti ad accogliere le novità offerte dal mercato e dalla tecnologia con genuino entusiasmo.

La prima volta che ci siamo incontrate ad una riunione di Rete al Femminile, ci siamo salutate con un abbraccio sincero e spontaneo… Possono le buone partnership nascere anche così? Io ne sono convinta.

www.gioiagottini.it

photo credits Marzia Allietta

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