I muri ti si attaccano addosso…

Ho sempre pensato che poche cose riportino il senso della memoria come la voce, è ascoltandola che percepiamo la presenza delle persone prima ancora di vederle. Anche la città è fatta di bisbigli, urla, rumori, canzoni da collezionare per costruire un racconto trasmissibile, al di là del tempo e dello spazio. I muri sono ciò che li contengono e, quando una città mi parla, tendo ad affezionarmici.

Da quando ho aperto Portmanteau, fuori e dentro le mie pareti, ho ascoltato tanto… è arrivato il momento di restituire.

Così ho immaginato The City Listener, un “accalappiavoci” o, se preferite, il programma culturale di Portmanteau dedicato ai flâneur, a chi percorre le strade e si lascia sorprendere dagli incontri imprevisti, uno spazio in cui parlare della città, di chi la vive e di chi accoglie e nutre il suo tessuto creativo.
Descriverò come cambia il contesto urbano e in che modo questo dinamismo s’intreccia con le storie e i desideri dei suoi abitanti, rendendo la città la più grande narrazione di cui essere parte.

Con Cecilia Campironi sogniamo ad occhi aperti attraversando la città; lei è una bravissima illustratrice, apolide come me nell’attitudine, che però si è affezionata a Torino, tanto da volersi fermare.
Cecilia mi ha letteralmente “dato una mano” con una sua illustrazione che ho amato da subito, perché appoggiare la mano sui muri è un gesto che mi appartiene e mi piace pensare che, rimettendola in tasca, mi rimanga attaccato qualcosa della storia di cui è stato testimone.

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