Le libraie di Torino mi hanno fatto ritrovare il piacere della lettura compulsiva…

Quando sono arrivata a Torino ho incontrato Le città invisibili di Italo Calvino, mi interessavano (e mi interessano ancora) i luoghi della città che mutano pelle. Col tempo è diventato un titolo inflazionatissimo. Chiunque si occupi di trasformazioni urbana si è ispirato alle sue intuizioni, ma questo non ha impedito che ne continuiamo a subire il fascino. Di più, mi è sembrato descrivere perfettamente la Torino che stavo imparando a conoscere: in continuo movimento, autoriflessiva e piena di potenzialità.

Ecco perché, quando ho aperto Portmanteau, ho scelto di affidare alle città invisibili le sue stanze, ognuna ad ispirare una diversa lettura del luogo in cui avevo scelto di vivere: desiderio, memoria, resilienza e così via. Insomma tutto è cominciato da un libro…

Una scelta di pancia che sembra condizionare ancora oggi il mio progetto, per come sto immaginando le possibilità di questo quartiere, per le persone che mi ruotano intorno e perché da subito i primi eventi ospitati nell’area comune hanno parlato di libri. Non era scontato… Ma mi sono affidata e, ben oltre le mie aspettative, è stata la città stessa a costruire l’identità di Portmanteau che oggi posso raccontarvi.

D’altro canto, questo luogo riunisce tantissime donne all’ombra del nostro grande camino, una generazione che non vive questo focolare come gabbia, ma come luogo in cui tornare a raccontare delle proprie battaglie combattute altrove.

Così, quando con Annalisa Menin di Letteratura su misura – à la c’Art abbiamo fantasticato sul formare un bookclub per mettere in discussione il tema della letteratura al femminile, mi è sembrato che il cerchio si chiudesse da sé. Un sabato al mese, all’ora di pranzo, alimentiamo mente e corpo grazie anche ai NutriMenti (incontri-scontri tra cibo e letteratura) di Marzia Allietta – Coffee e Mattarello.

Siamo diventate Teste di medusa. Riflettiamo su un tema scivoloso e potenzialmente urticante.

Ci riuniamo intorno ad una lettura consigliata dalle libraie indipendenti di Torino, tracciamo percorsi di confronto su cosa s’intende con “femminile” oggi.

 

Ogni volta che apro la porta ad una libraia, spalanco l’ingresso ad un mondo. In pochi altri campi si riesce a toccare con mano una professionalità così ampia, ma trasmessa con un volto tanto umano che vien voglia di abbracciarle tutte. Ogni chiacchierata è stata un ascolto profondo, in apnea, restituendo il senso tangibile del fare cultura come condivisione. Non mi stupisce che COLTI – consorzio librerie torinesi indipendenti sia nato in questa città e da subito sia diventato per noi lettori il “Dream Team” di chi ha sete di conoscenza autentica.

Sara Lanfranco della Libreria Therese, la prima volta, è arrivata come une brezza fresca con una valigia di vimini piena zeppa di libri, parlandoci di tutti i titoli che alla fine non aveva scelto, prima di arrivare a Legami feroci di Vivian Gornick. Anche se seguivo già la libreria, in quel momento è stato un colpo di fulmine e ora sono una fan accanita di qualunque iniziativa i due talentuosi soci (con lei il magnetico Davide Ferraris) decidano d’intraprendere. Se siete ancora convinti che la letteratura abbia un sapore antico, seguiteli per ricredervi!

Poi la corrente ci ha portato verso lidi esotici, in Nigeria con Quella cosa intorno al collo di Chimamanda Ngozi Adiche, consigliato da Giulia Perona di Libreria Bodoni – Spazio B: un punto di riferimento, oltre che per i lettori tradizionali, soprattutto per quelli interessati all’arte e al contemporaneo. Lo spazio è aperto a presentazioni ed incontri con un calendario fittissimo, per cui rassegnatevi a mangiarvi le mani più volte se non riuscite ad arrivare in tempo dopo il lavoro. Consigliatissime anche le perle rare delle collane di add editore, la loro casa editrice.

Ad aprile, poi, siamo state investite dall’energia “sciamanica” e rivoluzionaria di Elisabetta Gaudio di nb:notabene, che ha puntato la selezione della sua libreria su design, architettura, grafica e illustrazione… “Solo bei libri” recita il suo claim, ma nell’accezione più sorprendente che si possa immaginare. Con stupore, infatti, ci siamo ritrovate a cimentarci con una graphic novel su Frida Kahlo: Frida. Operetta morale a fumetti di Vanna Vinci, che ha conquistato tutte, anche le più diffidenti.

Sulla scia della sfida agli schemi troppo rigidi, nel nostro gelatinoso stile, abbiamo accolto poi Marta Bianco di Bufò – Libreria per giovani menti, che ci ha dimostrato con grandissima competenza quanto sia sbagliato sottovalutare la letteratura per ragazzi e quanto sia importante offrire una lettura complessa della femminilità sin dalle prime passioni letterarie. Così ci siamo immerse tra ampolle e misteri nel mondo di L’albero delle bugie di Frances Hardinge.

Per il gran finale, non si poteva che puntare a vele spiegate su una doppietta frizzante e il sole di luglio ci ha portato la carica di Ilaria Di Meo e Silvia Giuliano di Luna’s Torta, una libreria dove i libri si assaporano accompagnati dal profumo del tè o dal piacere di una buona fetta di torta fatta in casa. Non lasciatevi ingannare da queste malie, però, perché ci hanno consigliato due libri impegnativi, ormai già al sicuro sotto molti dei nostri ombrelloni: Gli Anni di Annie Ernaux e Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson.

D’altra parte ci rivediamo a settembre e dobbiamo rimanere elettriche (come ormai amiamo raccomandarci tra di noi), ma siccome le regole in questo gruppo non sono ammesse, sono state le nostre amiche lettrici a darci i compiti per le vacanze e a dirci cosa si aspettano dai nostri incontri con la nuova stagione, quali abissi vorrebbero esplorare e quali nuovi compagni di viaggio arruolare.

Sono state tutte splendide, piene di cura, attive e argute. Hanno voluto riempirci di abbracci ad ogni occasione e noi ci siamo tenute strette tutta questa energia, le cui vibrazioni sono arrivate lontano fino a Il Libraio, che ci ha citato tra i nuovi bookclub italiani, rendendoci attonite ed emozionatissime.

E chissà di spiaggia in spiaggia dove ci porteranno le prossime onde!

One Comment

  1. Monica

    A settembre Nicoletta e a tutte le teste di medusa e libraie. Monica

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